04Gen

Carissime amiche ed amici eccomi qui con il terzo mito da sfatare quando si è a dieta.

Negli altri miei post avevo parlato del riso e della pasta

Spesso leggiamo che il pane a dieta va limitato perché causa l’aumento del peso corporeo.

Sicuramente bisogna tenere conto che 100g di pane apportano 250 kcal, ma da qui a bandirlo dall’alimentazione sana e bilanciata è un pò eccessivo.

Oggi l’arte bianca del panificare in casa è stata riscoperta e in molti si cimentano nell’autoproduzione casalinga di pane con farine e lieviti di diverso tipo.

Da cosa è composto il pane?

Il pane comune bianco o integrale, è un alimento molto semplice composto principalmente da:

  • farina di frumento o di cereali misti

  • acqua

  • lievito di birra, lievito madre, pasta di riporto

  • sale

Lievito e sale in alcuni tipi di pane non sono presenti.

Quanti tipi di pane esistono?

Solo in Italia abbiamo più di 250 tipi diversi di pane.

In Piemonte troviamo ad esempio la biòva, nel Lazio le ciriole, a Ferrara i tipici cornetti ferraresi, in Sardegna il pane carasau, in Toscana il pane sciapo, in Sicilia il pane rimacinato con i semi di sesamo ecc…

E nel mondo?

Abbiamo pane per tutti i gusti dalla baguette francese al chapati, al pane greco, al flat broed norvegese, al pane arabo, alla pitta, alle tortillas ecc…

Quanto pane si può mangiare al giorno?

Abbiamo già detto che i carboidrati in un’alimentazione sana e bilanciata rappresentano il 45-60% delle kcal totali.

Non esiste una quantità giornaliera tipo uguale per tutti, dipende sempre dal sesso, dall’età, dal lavoro svolto, dall’attività fisica svolta, dallo stile di vita e dal fabbisogno energetico.

In generale medici e biologi nutrizionisti suggeriscono di consumarne un paio di porzioni al giorno per un totale di 60g circa.

Qual’è il pane migliore da consumare quando si è a dieta?

Sicuramente fra i tanti i migliori sono quelli fatti con farine integrali complete meglio se macinate a pietra.

Ottimi sono il pane di segale che è ricco di fibre e quindi con un elevato potere saziante, poco calorico e ricco in proteine.

E il pane integrale di frumento a lievitazione naturale.

Perché a fine pasto si può avere la pancia gonfia? Da cosa dipende?

Se dopo aver mangiato pane, pizza, focacce o altri lievitati si ha la pancia gonfia o se l’indomani si è preso peso è probabile che la causa non sia la farina usata per produrli ma il lievito contenuto in essi.

I lieviti sono funghi microscopici che si nutrono degli zuccheri producendo gas.

Questi gas incorporati negli impasti lo fanno lievitare.

Una lievitazione rapida non riesce ad eliminare tutti i lieviti ed una parte di questi raggiunta la nostra pancia continua a produrre gas facendoci “gonfiare”.

Per ridurre questo inconveniente basta ridurre i lieviti o produrre pane, pizza e focacce a lunga lievitazione.

Attenzione però che i lieviti sono presenti in molti cibi poco sospetti come i dadi per le minestre, i formaggi a crosta bianca come il brie e i tomini, il salame ed altri insaccati.

Leggete bene le etichette in cui troverete scritto: contiene lievito, lievito di birra, estratto di lievito…

Se siete sensibili ai lieviti sarà utile rivolgersi al proprio medico di base per approfondire le ricerche facendo i test per le intolleranze.

Altra causa potrebbe essere l’aerofagia.

Chi mangia in fretta, masticando poco o parlando, spesso ingoia più aria di chi mangia lentamente masticando bene ogni boccone.

Il boccone ben triturato (bolo) dai denti viene digerito più facilmente dai succhi gastrici e i nutrienti vengono assimilati meglio.

Masticando bene al nostro cervello arriverà il segnale di sazietà dallo stomaco, ne risulterà che non si mangerà più del dovuto e quindi si ingeriranno meno calorie e lo stomaco a fine pasto non sarà nè appesantito nè gonfio d’aria.

Cinque sane abitudini da prendere.

  1. Dedichiamo 20 min ai nostri pasti principali anche se abbiamo impegni.

  2. Mangiamo seduti a tavola con calma, masticando bene ogni boccone.

  3. Mettiamo tutto ciò che dobbiamo consumare sulla tavola, eviteremo di alzarci in continuazione.

  4. Tra un boccone e l’altro posiamo la posata ed aspettiamo che la bocca sia vuota prima di fare un nuovo boccone.

  5. Usiamo pane tostato. La tiratura inattiva i lieviti. Oppure usiamo pane a lievitazione naturale o fatto con lievito madre che contiene molti lattobacilli che lo rendono più digeribile.

Io ad esempio amo molto il pane rimacinato con i semi di sesamo, quello con la crosta croccante e la mollica morbida e profumata, cotto a legna, tipico della mia Palermo.

Lo mangio tostato al mattino con una composta di frutta fatta da me o a pranzo per accompagnare un secondo.

E voi quale preferite? Quando lo consumate?

Raccontatecelo…

Curiosità: Quando è nato il pane?

Il pane è presente sulle tavole già a partire dal 12000 a.C.

Un reperto fossile del pane fu ritrovato in Giordania, era prodotto a partire da cereali frantumati fra due pietre in modo da ricavarne una farina grezza che veniva mescolata all’acqua e il composto ottenuto veniva cotto su pietre roventi.

Gli antichi Egizi, nel 3500 a.C, scoprirono la fermentazione dell’impasto lasciandolo all’aria per 1 giorno intero.

Il pane così prodotto era più soffice e fragrante.

I Greci furono degli ottimi panificatori, infatti producevano più di 70 qualità di pane aggiungendo all’impasto: latte, olio, formaggio, erbette e miele.

La produzione del pane non si è mai interrotta nei secoli tant’è che lo troviamo in pieno feudalesimo e durante l’età dei comuni dove fornai e mugnai si riunirono in Corporazioni.

Nel Rinascimento con la produzione del lievito di birra si ebbe una vera e propria rivoluzione della panificazione.

I fornai diedero vita grazie alla loro fantasia a molteplici qualità di pane sia dolci che salati.

Fino alla seconda guerra mondiale molte massaie preparavano il pane settimanale in casa usando la pasta di riporto o il lievito madre.

Lo impastavano il giorno prima e l’indomani lo andavano ad infornare nel forno vicino casa pagando al fornaio una piccola cifra.

Un bacione

Rosanna

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