23Nov

pasta

La pasta fa ingrassare?

Carissime amiche ed amici eccomi a voi con una nuova serie di articoli nati da domande frequenti, da commenti buffi presi da fonti più o meno attendibili riportati qui e là e che spesso diventano veri e propri tormentoni per chi segue un regime dietetico.

Nasce così la mia personale classifica dei dodici miti da sfatare quando si è a dieta.

Iniziamo oggi con questo articolo di cui ne seguiranno altri 11. Il primo mito si riallaccia ai miei precedenti articoli sui carboidrati e sull’indice glicemico.

Vediamo insieme qual’è, affrontando e risolvendo i dubbi come sono solita fare, in modo semplice, chiaro e comprensibile a tutti.

Primo mito da sfatare: la pasta fa ingrassare.

Il termine pasta deriva dal latino păsta e dal greco πáστη che vuol dire “farina mescolata ad acqua e sale”.

Che sia bianca od integrale, di farro o di segale, di kamut o di altra farina, la pasta alimentare è un prodotto a base di farina, acqua e sale.

Tipica di tutte le regioni italiane la troviamo sia sotto forma di formati corti che lunghi.

Produzione.

Viene prodotta nei pastifici seguendo delle fasi ben precise:

  1. Miscelazione e lavorazione: la farina viene lavorata insieme all’acqua o alle uova per ottenere un impasto morbido, liscio e facilmente manipolabile.
  2. Frammentazione e formatura: l’impasto viene fatto passare a forte pressione attraverso trafile in bronzo o attraverso dei cilindri contrapposti in modo da poterne ricavare i vari formati.
  3. Essiccamento: la pasta viene essiccata all’aria calda per tempi diversi a seconda del formato.
  4. Raffreddamento e confezione: queste due ultime tappe permettono di ottenere un prodotto finito, controllato, accuratamente confezionato e pronto per la vendita.

Valori nutritivi.

La pasta ha un elevato contenuto di glucidi sotto forma di amidi e un buon contenuto di protidi.

Risultano carenti i grassi e le vitamine.

Ecco perché la pasta va sempre accompagnata da grassi buoni e proteine affinché i nostri piatti siano ben bilanciati dal punto di vista dei macronutrienti.

Dal punto di vista di nutrizionisti e dietisti.

Nutrizionisti, dietisti e medici sono tutti concordi, sebbene le persone si ostinano a dire il contrario, che la pasta non fa ingrassare.

Allora da dove nasce questa errata informazione?

Nasce da alimentazioni squilibrate, proteiche, che bandiscono o riducono drasticamente le quantità di pasta e di carboidrati complessi.

Vero è  che sa da una parte riducendo drasticamente i carboidrati si ha una perdita notevole di peso, dall’altra si ha che non appena questi vengono reintrgrati il peso viene recuperato tutto o addirittura con gli interessi.

Cosa succede al nostro organismo se la eliminiamo?

Un’eliminazione protratta nel tempo può provocare: nervosismo, stanchezza, mal di testa, debolezza, fame nervosa, abbassamento del metabolismo e quindi aumento del peso.

Tutto questo perché diminuisce la presenza degli zuccheri in circolo e il corpo va ad utilizzare le riserve di glicogeno.

Mangiare la pasta fa bene e fa dimagrire.

Si è vero, soprattutto se mangiata nelle giuste dosi e se viene condita in modo corretto.

Per capire quanta assumerne ci vengono in aiuto le famose Linee Guida, che ci ricordano che i carboidrati dovrebbero apportare al nostro organismo dal 40% al 60% di calorie giornaliere.

Come va preparata per aiutarci quando siamo a dieta?

Prima di tutto dobbiamo ricordarci che la pasta al dente oltre ad essere più digeribile ha anche un Indice Glicemico più basso rispetto a quella scotta.

Usandola al dente terremo a bada gli zuccheri nel sangue.

Abbiamo anche detto che, salvo patologie o disposizioni mediche, la pasta integrale rallenta l’assimilazione degli zuccheri e favorisce il senso di sazietà per il suo alto contenuto di fibre.

Quindi se possiamo usiamola anche due o tre volte a settimana.

Cerchiamo di condirla con sughi leggeri, con verdure crude o cotte come le zucchine o i broccoli o le cime di rapa; abbiniamo pesce o carni magre o legumi per bilanciare il piatto e un filo di olio evo a crudo per completarlo.

Variamo il più possibile, usiamo a rotazione tutti i carboidrati che ci piacciono scrivendo un nostro menù che prevede oltre alla pasta anche il riso, l’orzo, il farro, il cous cous, la pasta integrale…

Evitiamo le porzioni “ad occhio” o a “pugno” per come facevano anticamente le nostre nonne, in questo modo non ci troveremo nel piatto mega porzioni che difficilmente riusciremo a finire.

È meglio consumare la pasta a pranzo o a cena?

Non esiste una regola fissa, il 99% degli italiani consuma la pasta ogni giorno, di questi il 66% preferisce mangiarla a pranzo e il 35% preferisce mangiarla a cena.

I nostri nonni usavano mettere in tavola la pasta nel pasto serale perché era il momento in cui tutta la famiglia era riunita intorno alla tavola.

Uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet Public Health dice che la pasta consumata nelle ultime ore della giornata, soprattutto se siamo stressati o soffriamo d’insonnia, grazie al triptofano e alle vitamine del gruppo B presenti, ci rilassa e facilita il sonno e il dimagrimento.

Pasta, riso ed orzo infatti sono ricchi di triptofano, conosciuto come l’ormone del sonno.

Questa è una buona notizia per tutti quelli che non la mangiano o la evitano come se fosse dannosa, per chi non la mangia la sera perché é convinto che fa ingrassare e per chi come me soffre d’insonnia perché é in menopausa.

Quindi non mi resta che augurarvi: Buona spaghettata a tutti!

Vi aspetto qui a breve per il secondo falso mito da sfatare. Seguitemi ne vedrete delle belle.

Un bacione

Rosanna

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