09Nov

Carissime amiche ed amici dopo aver parlato dei carboidrati e delle proteine animali e vegetali, approfondiamo da oggi e in due distinti articoli l’argomento sui grassi.

Lo faremo in modo semplice seguendo le domande più comuni che mi sono state poste nel gruppo Facebook.

Perché si parla di grassi buoni e grassi cattivi?

Questa differenza è stata usata da medici e biologi nutrizionisti per facilitare l’educazione alimentare dei propri pazienti.

Sono stati definiti grassi buoni o insaturi quelli estremamente utili all’organismo e che possono essere assunti come nutrienti.

Sono stati definiti grassi cattivi o saturi quelli dannosi all’organismo se assunti per molto tempo.

Questa “guerra” fra grassi buoni e cattivi è iniziata tanti anni fa e dura ancor oggi.

La ricerca continua a fare scoperte e grazie a queste cambia la visione su alcuni grassi.

Un esempio è dato dal burro, che fino a qualche anno fa era considerato come un alimento da evitare in assoluto, oggi invece è stato riabilitato dal mondo scientifico che consiglia di usarlo in piccole quantità.

I grassi buoni o insaturi quali sono?

Sono tutti quelli di origine vegetale come ad esempio l’olio d’oliva, l’olio di semi di lino, la frutta secca come noci, mandorle e pinoli; i semi di papavero, di zucca, di girasole ecc…

Tutti questi favoriscono il colesterolo buono HDL e riduco quello cattivo.

Importantissimi sono gli Omega 3 contenuti nel pesce azzurro e nell’olio di pesce e gli Omega 6 contenuti nell’olio vegetale e nella frutta secca, che hanno la capacità di ridurre la concentrazione dei trigliceridi.

Inserendoli giornalmente nella nostra alimentazione ci aiuteranno a contrastare patologie cardiovascolari e a mantenere in buona salute il cervello.

Tra Omega 6 ed Omega 3 ci deve essere un perfetto equilibrio per come ci ricorda l’ INRAN Istituto Nazionale di Ricerca per gli alimenti e la Nutrizione.

Il loro rapporto deve essere inferiore  o uguale a 4.

Cosa vuol dire? Vuol dire che ogni 4g di Omega 6 bisognerebbe consumare 1g di Omega 3.

I grassi saturi o cattivi quali sono?

Sono principalmente costituiti da quelli di origine animale, li troviamo ad esempio nel formaggio, nel latte, nel burro, nelle carni rosse e in quelle grasse, nella pelle del pollo, nel lardo, ma anche in alcuni alimenti di origine vegetale come l’olio di cocco e l’olio di palma.

Tutti questi grassi se usati in eccesso possono favorire l’obesità, possono provocare l’istruzione delle arterie, possono favorire patologie cardiovascolari e possono essere la causa di ictus, ipertensione e infarto.

Cosa sono i grassi idrogenati?

Sono una categoria di grassi che non appartengono ne al regno animale ne al regno vegetale.

Questo già dovrebbe farvi venire qualche dubbio…

Spesso se ne parla ma non tutti sanno da dove provengono.

Nascono dalla lavorazione industriale dei cibi, sono detti anche TRANS, sono grassi artificiali polinsaturi che subiscono un’idrogenazione al fine di prolungare la conservazione dei cibi.

Ecco perché li troviamo negli alimenti confezionati come i gelati, margarina, nei prodotti spalmabili, nei prodotti da fast food, nei prodotti da forno industriali come i crackers, nei pop corn per microonde…

Addirittura li troviamo in alcuni tipi di tavolette di cioccolata prodotte con surrogati del burro di cacao.

Sono grassi cattivi, il loro uso continuo provoca obesità, patologie cardiovascolari, patologie cerebrali, muscolari ed un aumento del colesterolo cattivo.

Cosa sono le cere?

Dal punto di vista nutrizionale non sono importanti e non fanno parte ne dei grassi buoni ne dei cattivi.

Esempio ne è la pruina che riveste in natura la buccia dei chicchi d’uva e della mela.

Perché  abbiamo bisogno dei grassi?

I grassi insieme ai carboidrati e alle proteine fanno parte dei macronutrienti e non dovrebbero mai mancare nei nostri piatti e nella nostra sana alimentazione.

Fungono da carburante per le nostre attività  vitali, infatti hanno rispetto agli altri macronutrienti una maggiore densità calorica ed energetica, fornendoci 9 cal x grammo.

Vediamo insieme perché sono indispensabili:

  • Intervengono nel trasporto delle vitamine liposolubili (A, D, E, K) che hanno bisogno dei grassi per diffondersi nell’organismo e per poter essere assorbite.
  • Intervengono nel supporto strutturale di membrane cellulari e cerebrali.
  • Intervengono nelle reazioni chimiche collegate alla crescita e allo sviluppo del muscolo scheletrico.

Come possiamo prevenire una mancanza di grassi buoni?

Possiamo prevenirla utilizzando alimenti che li contengono, ad esempio condendo i nostri piatti con olio di oliva o di girasole o di arachidi, usando un po di frutta secca o di semi oleosi, introducendo più pesce azzurro nella nostra settimana.

Grazie ai grassi buoni possiamo beneficiare di un buon transito intestinale, di un elevato senso di sazietà e di un’elevata capacità di metabolizzare gli stessi grassi.

In caso di grave carenza e sempre sotto consiglio medico si possono usare integratori naturali.

Conclusioni.

I grassi fanno parte della nostra alimentazione da sempre.

Se consumati in modo non eccessivo aiutano il nostro organismo a funzionare bene.

Bisogna rispettare le giuste le giuste dosi di consumo che secondo il LARN (I livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) corrispondono al 20-35% di tutte le calorie introdotte in una giornata.

Molte alimentazioni dimagranti li bandiscono erroneamente.

Per come dicevano i nostri nonni ” il troppo storpia”, ecco quindi entrare in gioco il nostro buon senso.

Spero che questo primo articolo vi sia piaciuto e vi abbia tolto dei dubbi sui grassi.

Vi aspetto qui per il prossimo.

Un bacione

Rosanna

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