07Set

cereali

Carissime amiche ed amici eccomi a voi con la seconda parte dell’articolo riguardante i cereali.

Abbiamo già detto che i creali si coltivano in tutto il mondo ed attraverso precisi procedimenti e passaggi vengono trasportati e diffusi in tutti i paesi.

Vediamo ora insieme come conservarli per prevenire muffe, batteri ed infestazioni da parassiti.

Cosa avviene dopo la raccolta dei cerali?

Una volta raccolto,il cereale ancora fresco presenta all’interno del chicco una discreta quantità di acqua.

Prima di procedere alle successive fasi di lavorazione è necessario essiccare e stoccare il prodotto.

I cereali vengono essiccati all’interno di un essiccatoio ventilato dove circola aria calda ad alta temperatura.

Successivamente viene stoccato in silos o capannoni, all’interno dei quali vengono attuate tutte le procedure di pulizia e sanificazione in modo da avere un ambiente pulito e asettico per poter prevenire l’infestazione da muffe e parassiti.

Successivamente si passa alla fase della macinazione, durante la quale si separa il cuore del chicco dalle fibre esterne.

Questo processo viene controllato di continuo al fine di ottenere uno sfarinato omogeneo.

Per quanto tempo è possibile conservare il grano?

Normalmente il grano ha una scadenza di 1 o 2 anni, ma se ben conservato tale scadenza può estendersi dai 20 ai 30 anni.

Nelle nostre  abitazioni come dobbiamo conservarli?

I cereali, i legumi, gli sfarinati ed anche la pasta devono essere conservati in:

  1.  un ambiente asciutto
  2.  a bassa temperatura (tra i 10° e i 20°)
  3.  in una zona priva di ossigeno
  4.  al riparo dalla luce solare
  5.  in contenitori solidi, resistenti, impermeabili, ermetici e di facile pulizia e sterilizzazione

Come conservare la farina

La farina se non viene conservata correttamente può subire alterazioni che potrebbero renderla del tutto inutilizzabile.

Dovete sapere che le tarme della farina, si formano se la farina è di buona qualità, ottenuta da grano biologico  che non ha subito trattamenti chimici o comunque li ha subiti in modo minimo.

Questo dovrebbe farci piacere e sorridere.

Invece questi piccoli fastidiosi animaletti sono davvero una grande scocciatura e la loro presenza spesso ci costringe a buttare via tutta la farina che abbiamo in casa.

Come fare per limitarli?

Innanzi tutto bisogna tenere sempre ben pulita la dispensa dove conserviamo la farina, soprattutto in primavera quando a causa delle piogge e dell’aumento dell’umidità si ha la proliferazione di queste farfalline.

Tornano utili i famosi Rimedi della nonna, ad esempio puliamo una volta a settimana la dispensa, angoli e fessure comprese,  con una miscela di acqua e aceto bianco, oppure acqua ed ammoniaca.

Queste sostanze infatti fungono da repellente naturale.

Mi raccomando, pulite in modo minuzioso, perché le tarme della farina amano deporre le uova nei posti più irraggiungibili.

Un altro rimedio naturale è usare oli essenziali, mettendo batuffoli di cotone imbevuti o piccoli sacchettini di stoffa pieni di lavanda, eucalipto, neem o malaleuca.

Oppure divertitevi ad infilzare un’arancia con chiodi di garofano e poi posizionatela in dispensa.

Se invece volete usare erbe repellenti, sappiate che l’alloro, il basilico, la calendula e la camomilla hanno la capacità di allontanare mosche , farfalline ed altri insetti sgraditi dalle farine.

E se le farfalline sono già nella farina che facciamo?

Se sono poche ci armiamo di tanta pazienza e con un setaccio fine setacciamo tutta la farina a due volte.

Se la farina è compromessa la decisione migliore è buttarla via e pulire la dispensa con i metodi descritti sopra.

Sperando che questo articolo vi sia stato utile vi saluto e vi do appuntamento al prossimo.

Un bacio Rosanna

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